E IO PEDALO DONNE CHE HANNO VOLUTO LA BICICLETTA

A 200 anni dalla sua invenzione la bicicletta continua a esercitare la sua forza di emancipazione per il genere femminile in quanto garantisce libertà di movimento, autonomia e liberazione dal controllo e dagli sguardi altrui. Questo è vero tanto più per le donne straniere provenienti da diverse culture.

Lo spettacolo mostra la relazione tra le donne e la bicicletta: non solo un mezzo di trasporto, ma cultura e strumento di autonomia. Per questo in alcuni paesi del mondo alle donne viene ancora proibita.
Due giovani attrici con talento e ironia rievocano alcune storie di donne che pedalando hanno sfidato pregiudizi e divieti, come quella di Alfonsina Strada, di Antonella Bellutti, e delle donne che durante la Resistenza hanno percorso migliaia di chilometri in bicicletta come staffette e protagoniste politiche, fino ad arrivare a una storia esemplare dei giorni nostri: quella delle donne straniere che imparano ad andare in bicicletta grazie all’aiuto di associazioni solidali.

Lo spettacolo è l’evento finale del progetto Donne a ruota libera promosso e ideato dalla Casa delle donne di Ravenna, patrocinato dall’assessorato alle politiche e culture di genere e adottato dal signor Andrea Frontali nell’ambito dell’8°edizione di Adotta un progetto sociale del Comune di Ravenna.
INGRESSO LIBERO

8 MARZO: SCIOPERO FEMMINISTA

Femminicidi. Stupri. Insulti. Molestie. Violenza domestica. Discriminazioni. Ostacoli per accedere all’aborto. Sottoccupazione e precarietà che diventano doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura delle donne non riconosciuto.
Contro la violenza strutturale che nega la nostra libertà NOI SCIOPERIAMO! In particolare contestiamo: il disegno di legge Pillon che attacca le donne strumentalizzando i figli

  • la legge Salvini che nega la libertà e l’autodeterminazione delle/dei migranti mentre legittima il razzismo• l’invenzione dell’ “ideologia del gender”che nega l’educazione sessuale e di genere nelle scuole
  • il finto reddito di cittadinanza, familistico, che ci costringe a restare povere e lavorare ad ogni condizione
  • la mancata estensione delle indennità di maternità e paternitàVogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo il giusto riconoscimento del nostro talento, vogliamo redistribuire il carico del lavoro di cura.
  • Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza paura. Vogliamo un permesso di soggiorno europeo per essre libere di muovercIi e di restare. Scioperiamo perchè siamo le più istruite e le meno occupate e pagate!

PEDALATA FEMMINISTA ANTIRAZZISTA NEI LUOGHI DELLE DONNE DELLA CITTA’

ritrovo ore 14,30 Casa delle donne Via Maggiore 120
partenza in bicicletta ore 15 e sosta a:
Piazzetta Serra (angolo Piazza Kennedy)
Linea Rosa Via Mazzini 57/A
Casa Maria Via Trieste 124
Palazzo Corradini Via Mariani 5
Piazza del Popolo

Postazione NON UNA DI MENO Piazza del Popolo dalle 14 alle 18,30 con materiali informativi e assemblea femminista sui temi dello sciopero.

Indossa qualcosa di fucsia e vieni con noi (se non l’hai ci pensiamo noi)

NOVITA’: OMBRE DI UN PROCESSO

Ci siamo! A fine mese uscirà per Iacobelli Editore Ombre di un processo di Carla Baroncelli. Il libro ha in copertina un emozionante disegno originale di Anarkikka e le prefazioni delle professoresse Maria Serena Sapegno e Gabriella Prilla.

Il 9 marzo a Roma, in occasione di Feminism Fiera dell’editoria delle donne, Paola Di Nicola, Gip e Gup del tribunale di Roma, e Carla Baroncelli presenteranno il libro.

Stiamo lavorando per altre presentazioni.

Vi terremo informate!


8 MARZO: LO SCIOPERO E’ LA RISPOSTA

Al grido di «Non Una di Meno!» il prossimo 8 marzo in tutto il mondo sarà sciopero femminista!

Interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura gratuita o retribuita. Incrociamo le braccia!  Rifiutiamo i ruoli e le gerarchie di genere! Femminicidi. Stupri. Insulti. Molestie. Violenza domestica. Discriminazione e violenza sulle donne disabili. Permesso di soggiorno condizionato al matrimonio. Infiniti ostacoli per accedere all’aborto. Pratiche mediche e psichiatriche violente sui nostri corpi e sulle nostre vite. Sottoccupazione e precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura delle donne non riconosciuto. Contro questa violenza strutturale che nega la nostra libertà noi scioperiamo! Il movimento Non una di menocontesta i provvedimenti dell’attuale governo, in particolare:
• il disegno di legge Pillon su separazione e affido che attacca le donne strumentalizzando i figli
• la legge Salvini che nega la libertà e l’autodeterminazione delle/dei migranti mentre legittima il razzismo
• l’invenzione dell’ “ideologia del gender”che fa chiudere l’educazione sessuale e di genere nelle scuole
• il finto reddito di cittadinanza, familistico, che ci costringe a restare povere e lavorare ad ogni condizione
• la finta flessibilità del congedo di maternità
• le mancate risposte del governo in materia di prevenzione del femminicidio
• le mancate risposte del governo in materia di sicurezza per l’interruzione volontaria di gravidanzaVogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo il riconoscimento del nostro talento, vogliamo redistribuire il carico del lavoro di cura. Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza avere paura di muoverci e di restare. Vogliamo un permesso di soggiorno europeo senza condizioni.

Scioperiamo perchè siamo le più istruite e le meno occupate e pagate!
Scioperiamo perché abbiamo un Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e vogliamo metterlo in pratica.

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, NOI CI FERMIAMO! SE CI FERMIAMO NOI, SI FERMA IL MONDO!
#scioperofemminista #8M #agitazionepermanente #lottomarzo #corteofemminista

Anche a Ravenna saremo in piazza e nelle strade l’8 marzo Segui sui social il programma in via di definizione

INCONTRO CON CLAUDIA BASSI ANGELINI

MARTEDI’ 23 OTTOBRE ore 17,30
PRESENTAZIONE LIBRO DI CLAUDIA BASSI ANGELINI
“Maestre e scuole pubbliche nel ravennate dopo l’Unità d’Italia” – Longo Editore

Una studiosa, una storica, una scrittrice, già docente nei licei
 ravennati, un’intellettuale raffinata ben nota in città per aver dato
 luce ad argomenti della storia locale nascosti. Con acume ha portato
 avanti ricerche di qualità, situate tra la microstoria, la storia
 orale, la cultura popolare e l’antropologia. Le ha, quindi,
 trasformate in racconti di storie di uomini e di donne, che dai
 margini hanno contribuito alla Storia e che ancora ci parlano.

 In un dialogo aperto con le socie, i lettori e le lettrici della Casa delle
donne presenta la sua ultima pubblicazione “Maestre e scuole pubbliche
nel ravennate dopo l’Unità d’Italia”, edito da Longo nel 2017.

 Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei
 sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale
 nel 1861 il Regno d’Italia riorganizzò il sistema dell’istruzione. Per
 la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta
 anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di
 alfabetizzazione del paese che in Romagna avrebbe posto fine alla
 sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio.
 Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la
 grande maggioranza dei docenti elementari, che – resistendo alle
 discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l’istruzione femminile
 – tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative
 trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in
 Italia. Un percorso storico che le fonti individuano anche nel
 ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano,
 inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle
 prime insegnanti.

Per Ada Lovelace Day: Il diritto di contare

GIOVEDI’ 18 OTTOBRE ore 20,30
PROIEZIONE DEL FILM “IL DIRITTO DI CONTARE ” di Theodore Melfi
Terzo appuntamento della rassegna Ada Lovelace Day in occasione del Festival della cultura tecnica della regione Emilia romagna. Proiezione del Film Il diritto di contare di Theodore Melfi.
Il film sfoglia una pagina sconosciuta della storia della NASA: il contributo delle scienziate afroamericane alla conquista dello spazio.