Vado a Roma Perchè #23N

Casa delle donne, CGIL e Non una di meno Ravenna organizzano un pullman – Fuxiabus- per andare a Roma, partenza da Piazzale Natalina Vacchi alle 7.30.

Sabato 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza maschile che segna le vite delle donne e diventa sistema.

In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica.

In Italia ogni 72 ore una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come: “gigante buono” o “se l’è cercata” o vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia.

Noi sappiamo invece che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma spesso trovano ulteriore violenza nei tribunali.

Se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

La nuova norma del Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica. Va invece riconosciuto e garantito il lavoro dei centri antiviolenza femministi. Sappiamo che la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza è l’indipendenza economica per essere libere di scegliere. Vogliamo essere liber* dalla precarietà, dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto o del permesso di soggiorno.

Vediamo che la guerra contro le persone migranti ha raggiunto intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo essere libere di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo.

Reclamiamo una politica che garantisca l’accesso al welfare per tutt* e non il taglio anno dopo anno alle spese sociali mentre aumenta la spesa militare.

Per tutto questo il 23 Novembre saremo a Roma, porteremo in piazza i nostri corpi, le nostre relazioni e le nostre idee di futuro.

Chiediamo di confermare il posto (o il tuo biglietto sospeso) entro il 19 novembre scrivendo a casadelledonneravenna@gmail.com.

Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

Andiamo a Roma il 23 Novembre

In occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza!

E da Ravenna stiamo organizzando un Pullman in collaborazione con la CGIL Ravenna, per andare tutte insieme!
Per informazioni contattaci!
Segui l’evento Facebook a questo link.

Vuoi far parte attiva nel NUOVO GRUPPO NON UNA DI MENO che si sta costituendo alla Casa? Scrivici a: nonunadimenoravenna@gmail.com

CON LE DONNE CURDE

Noi della Casa delle donne di Ravenna siamo con le donne curde a sostegno della loro lotta per fermare l’aggressione turca nel Nord-Est della Siria.

Per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà 

– organizziamo un sit-in MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE ore 17,30-18,30 in Piazza del popolo a Ravenna                                   

–  aderiamo e partecipiamo al corteo di VENERDI’ 18 OTTOBRE ore 18,30 promosso da CGIL, CISL, UIL, ARCI, ANPI, Legambiente.

Mercoledì 9 ottobre 2019 è iniziata l’offensiva dell’esercito turco nella regione del Nord-Est della Siria, abitata principalmente dal popolo curdo, ritenuto da Ankara “terrorista”. Un’operazione militare denominata paradossalmente “fonte di pace”.                                                                          

Ci sono già villaggi ridotti in macerie, vittime civili, ospedali al collasso e quasi duecentomila profughi in fuga. Nel caos lo Stato islamico, già sconfitto dalle donne e dagli uomini della resistenza curda, ora rialza la testa.

L’ attacco di Erdogan in realtà mira a colpire il modello di confederalismo democratico che da sette anni ha preso piede in questi territori.  Un’esperienza di democrazia dal basso, basata sulla liberazione delle donne, sulla convivenza pacifica fra i popoli e sull’ecologia, un modello di democrazia che dovrebbe essere di esempio per l’intero pianeta.

Qui si stava costruendo una società diversa, libera dall’oppressione patriarcale e capitalista, dove le donne sono protagoniste e pilastro della rivoluzione. Tutto questo in una parte del mondo martoriata da guerre, terrorismo e instabilità.

Sono più di 40 anni che il popolo curdo si difende, e continuerà a difendersi. Qui le donne lottano per non essere vendute come merce ai miliziani dell’ISIS e per costruire una società libera per tutte e tutti, democratica e pacifica.

In Italia, in Europa e nel mondo si moltiplicano le mobilitazioni per fermare la guerra. Chiediamo che il Governo italiano decida lo stop immediato delle forniture militari alla Turchia come hanno fatto in questi giorni Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi, Germania.

Noi della Casa delle Donne di Ravenna ci uniamo alle tante organizzazioni in solidarietà e sostegno alle sorelle curde che hanno lottato in prima linea per difendersi dallo stato islamico  e continuano ora la lotta contro l’aggressione militare turca.

A loro e al popolo curdo tutta la nostra vicinanza, sostegno e solidarietà.

10 Novembre – partecipiamo alla Maratona di Ravenna

Anche quest’anno parteciperemo alla Maratona di Ravenna, vogliamo fare una marea nera e fucsia, un lungo serpente che dica NO alla violenza sulle donne durante la manifestazione sportiva più importante di Ravenna.

Le forme multiple di sessismo, maltrattamento, molestia, violenza non risparmiano il nostro territorio se è vero che le case rifugio gestite dai centri antiviolenza sono sempre piene. Sono le uniche case che vorremmo disabitate. Per questo vi chiediamo di iscrivervi presso Linea Rosa, il centro antiviolenza della città e con la donazione di 5€ aiutare il loro prezioso lavoro.

Invitiamo tutte le donne della città a unirsi a noi ! Seguiteci, a breve invieremo l’appuntamento!

Puoi fare l’iscrizione alla 10 km:

Cosa pensiamo della mostra di Close a Ravenna.

Sabato 5 ottobre si è inaugurata a Ravenna, all’interno della IV edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo una mostra di opere di Chuck Close.
Di questo artista, noto a livello internazionale per i suoi ritratti iper-realistici,sono note anche, da mesi, le accuse di molestie sessuali che gli hanno rivolto diverse donne, modelle, artiste.
Il New York Times e HuffPost hanno raccolto diverse testimonianze di donne pronte a denunciare comportamenti “sconvenienti” del 77enne artista, che pur non sfociando in atti di violenza, avrebbero comunque alimentato quel clima di ambiguità e sostanziale svilimento della donne capace di inquinare pesantemente rapporti personali e sociali: molestie sessuali, insomma.

A seguito di queste accuse molti Musei e gallerie in America e in altri paesi, hanno deciso di annullare le mostre di Close in corso o in programma. Il Museo di Whashington l’ha cancellata, mentre il PAFA in Pennsylvania ha deciso di inaugurare nella stanza accanto a quella dove erano esposte le opere di Close, una Mostra collettiva di artiste, invitando visitatori e visitatrici a rispondere alla domanda: Cosa serve per avere un mondo dell’arte più equo?

Tutto questo negli Stati Uniti , dove forte e potente si è manifestato il movimento Me Too, attraverso il quale migliaia di donne hanno preso parola pubblica, anche a distanza di anni, per denunciare abusi, molestie, ricatti e violenza sessuale. Una pratica di libertà delle donne che ha avuto il coraggio di attraversare tempo e spazio ed è dilagato nel mondo provocando disordine nell’ordine costituito ed immobile della politica e del potere maschile. Un’importante rivolta contro un sistema radicato e profondo di ricatti in tutti i campi e in tutte le relazioni sociali, a cominciare da quello del lavoro e non risparmiando, come si è visto, anche quello dello spettacolo e del mondo artistico.

Se in Italia il movimento Me Too non è stato forte ed incisivo come in altri paesi, lo si deve a diversi fattori, non ultimo quello ascrivibile all’ignavia del potere politico, al silenzio delle istituzioni, incapaci, ancora una volta, di comprendere la profondità e la radicalità della rivolta delle donne.Il dibattito pubblico si è fermato alla superficie ed ha preferito vedere quello che non c’è nelle denunce del movimento femminista: il desiderio di vendetta, di repressione, di giustizialismo; e non vedere quello che invece c’è: desiderio
di libertà, di rottura della subalternità femminile nei rapporti di potere e sociali, di cambiamento.

E allora ci chiediamo:anche le istituzioni culturali del Comune di Ravenna preferiscono
non vedere e ignorare quello che è noto in tutto il mondo da tempo?
Del grande artista Chuck Close non si sapeva nulla?

Firmato UDI, DONNE IN NERO E SOCIE DELLA CASA DELLE DONNE

Gruppo di Lettura – 16 Settembre

Per chi lo ama, per chi non é mai riuscito a leggerlo, per chi lo ha stra-letto, per chi lo vuole rileggere, per chi progetta viaggi in brughiera, per chi si é perso almeno una volta tra Wuthering Heights e Thrushcross Grange, per chi ha scoperto Kate Bush prima del romanzo o viceversa.


Il Gruppo di Lettura della Casa delle Donne ripropone un classico della letteratura femminile inglese.

Ti aspettiamo!

Partecipiamo a “Tutti i bambini e le bambine vanno a scuola”

Oggi 31 Agosto la Casa delle Donne è al Famila di Via Argirocastro a raccogliere materiale scolastico per i bambini meno fortunati che presto inizieranno le Scuole.

Per il progetto “Tutti i bambini vanno a scuola” promosso dal tavolo della solidarietà Comune di Ravenna. Conad Bassette , Conad Galelei, Famila.

Se volete contribuire alla raccolta passate e donate qualcosa!

#Aiutateciadaiutare #insiemesipuò #casadelledonneravenna

Basta Pubblicità Lesive

Abbiamo ricevuto tramite email la segnalazione di un lettore della testata Il Resto del Carlino, offeso in prima persona per l’uso del corpo delle donne come immagine di attrazione per le notizie più disparate, che ne fa questo quotidiano.

Visto che i tentativi pregressi non sono andati a buon fine in questa occasione abbiamo pensato di muoverci pubblicamente e di presentare il nostro dissenso direttamente al Quotidiano tramite email e pubblicandolo sui Social.

Chiediamo al Resto del Carlino che venga abbandonata la pratica svilente dell’abuso del corpo femminile come attrazione per l’informazione.
Ci rendiamo inoltre disponibili ad un confronto per migliorare la qualità della stampa per il superamento degli stereotipi e il rispetto dei generi.

Ci impegniamo a segnalare e denunciare qualsiasi violazione della dignità femminile nei quotidiani locali.

#ilrestodelcarlinoravenna #pubblicitàlesiva

#odiareticosta

La Casa delle donne ha segnalato a #odiareticosta alcuni commenti di odio nei confronti dell’assessora ouidad bakkali come commento alla notizia della nomina nella segreteria del PD. Non possiamo stare in silenzio, e non lo siamo mai state, davanti all’avanzare di una cultura patriarcale che salda impunemente sessismo e razzismo. L’abbiamo visto accadere nei giorni scorsi nei confronti della Capitana Carola Rakete, dell’onorevole Laura Boldrini, della scrittice Michela Murgia e oggi dell’assessore Ouidad Bakkali. Non si scatenano le medesime invasioni barbariche quando a essere eletti o nominati, quando a essete protagonisti della politica, sono uomini. Sputare odio non equivale ad esprimere un opinione differente bensì svela il desiderio di escludere le donne della scena pubblica. La nostra attenzione è e resta alta.

Cercasi Volontarie

Da settembre abbiamo bisogno di te!

Se pensi di poter dedicare un po’ del tuo tempo all’attività di volontariato dell’Associazione.

Se pensi che ci sia bisogno di una politica al femminile nella tua città.

Se pensi di poter aiutare a dare visibilità alla produzione culturale delle donne.

Se pensi che la cultura dell’accoglienza, della non violenza e della pace siano importanti in questo momento storico.

Se pensi sia importante l’autodeterminazione sul proprio corpo e sulla propria vita.

Ti aspettiamo!