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Gruppo Identità di Genere: come rendere il femminismo inclusivo – primo appuntamento

Alla Casa delle Donne si è tenuto il primo incontro della serie “ di genere: per un femminismo più inclusivo”. Molte le partecipazioni sia in presenza (con i limiti consentiti dalle normative Covid) che da remoto con Zoom.

Durante la serata sono stati toccati molti temi, abbiamo iniziato la discussione chiedendoci cosa sia il sesso biologico e quanti tipi ne conosciamo; cosa sia l’identità di genere e l’espressione di genere, cosa invece l’orientamento sessuale.

Incontro alla Casa – 24/09/2020

Abbiamo sentito la necessità di fare chiarezza su questi termini che ancora oggi creano molta confusione, molte volte vengono sovrapposti o scambiati per sinonimi… ma in realtà ognuna ha un suo specifico significato.

Il nostro dialogo è proseguito andando a toccare le varie tipologie di femminismi, il concetto di inclusione ed esclusione, di separatismo e di cura.

Abbiamo concluso la serata con ancora in testa molte domande, dunque con il bisogno di continuare a cercare delle risposte attraverso il dialogo, per poter migliorare e problematizzare tutte le questioni emerse.

Per questo vogliamo continuare ad incontrarci organizzando una serie di incontri.

Sei interessat* al prossimo? manda una email a casadelledonneravenna@gmail.com

Di seguito riportiamo un “mini-dizionario”, che vuole essere una base da cui partire per poter avviare ulteriori discussioni.

SESSO BIOLOGICO: con questo termine ci si riferisce più specificatamente ai cromosomi, genitali, caratteristiche sessuali secondarie (sviluppo del seno, peli pubici, etc.) e sistema riproduttivo interno. ‘Sesso’ è un termine che storicamente e nel linguaggio medico è stato usato per indicare caratteristiche genetico/ormonali e fisiche che sono utilizzate per classificare una persona come donna, uomo, o intersessuale. 

Il sesso viene assegnato da un punto di vista legale alla nascita.   

GENERE (o IDENTITÀ DI GENERE): Termine usato per la prima volta da Gay Rubin nel 1975 in “The traffic in Women”. Il genere  è un insieme di comportamenti e tratti identitari frutto di una costruzione sociale. Spesso sono percepiti come intersecati oppure come equivalenti al proprio sesso biologico. 

Il genere si riferisce al senso di se stess*, a come ci si percepisce in rapporto alle/agli altr* e viceversa (riconoscimento sociale che si ha del genere).

Ci sono aspetti sia psicologici (che sorgono nella mente) che socio-culturali (determinati dalla società, che decide cosa è femminile e maschile, i comportamenti e i ruoli da tenere).  Una persona può riconoscersi e quindi accettare il genere dato alla nascita, o può rifiutarlo, o può decidere di non assegnarsi alcun genere.

ESPRESSIONE DI GENERE: si indica l’insieme di comportamenti, ruoli, abbigliamento, atteggiamento che si sceglie di assumere per esprimere, appunto, come si ritiene meglio il proprio genere.

ORIENTAMENTO SESSUALE: esprime il genere verso cui qualcun* prova attrazione sessuale e/o  sentimentale. Può essere verso il suo stesso genere, il genere opposto, tutti o nessuno in particolare. Non è  un insieme di categorie assolute, ma piuttosto una linea continua. Non è immutabile nel tempo. al suo interno comprende:  

COMPORTAMENTO SESSUALE: esprime le pratiche sessuali di una persona e non necessariamente rispecchia l’orientamento sessuale.  

IDENTITÀ SESSUALE: il sesso che una persona sente di avere, che può includere anche il rifiuto di assegnarsi un sesso e/o il rifiuto di accettare il sesso assegnato alla nascita.

Di seguito entriamo più nello specifico nei termini per quanto riguarda il “genere”: ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ ­  

CISGENDER: (cis in latino significa ‘stesso/al di qua’). Persone che si identificano con un genere corrispondente al sesso assegnato loro alla nascita.   

TRANSGENDER: é un termine generico per indicare tutte le persone in cui il genere/sesso assegnato alla nascita non corrisponde all’identità di genere e sessuale percepita (es: una persona che è anatomicamente donna ma sente un’identità di genere maschile, o viceversa)

‘Transgender’ non è un orientamento sessuale, ci sono persone transgender etero, gay, lesbiche, bisex, pan, asessuali, etc.

Parte delle persone transgender sono TRANSESSUALI, cioè si sono sottoposte o lo stanno facendo ad un’operazione di transizione da un sesso all’altro.

La TRANSIZIONE é un processo complesso, che può anche richiedere anni, attraverso il quale una persona trans fa corrispondere la propria anatomia fisica con la propria identità di genere. Questo processo può includere operazioni medicalizzate, quali interventi chirurgici e/o terapie ormonali, con lo scopo di far corrispondere l’ anatomia fisica con la l’ identità di genere mediante una modificazione chirurgica oppure ormonale. È fondamentale precisare che  NON tutte le persone trans hanno o desiderano avere una completa modificazione chirurgica dei propri genitali.

UOMO TRANS (FtM): Persona cui è stata assegnata un’identità di genere femminile in base al sesso assegnato alla nascita e che sceglie di identificarsi come uomo, che sceglie di fare una transizione in termini di genere, sesso, o entrambi.

DONNA TRANS (MtF): Persona cui è stata assegnata un’identità di genere maschile in base al sesso assegnato alla nascita e che sceglie di identificarsi come donna, facendo una transizione di genere, sesso o entrambi.

NO-BINARY: persona con identità non binaria, ovvero non si riconosce e non riconosce la costruzione binaria del genere (m/f).

QUEER: termine inglese che viene utilizzato da individui che non si identificano esclusivamente come uomo o donna e la cui identità sfuma la linea di confine tra i generi.

Il termine é usato soprattutto in contesti anglofoni per indicare le persone LGBTQIA+ nel loro complesso. É anche un’affermazione politica che intende rompere il pensiero binario proponendo l’identità sessuale e l’orientamente sessuale come un qualcosa di potenzialmente fluido.

Di seguito entriamo più nello specifico nei termini per quanto riguarda lo “orientamento sessuale”

ETEROSESSUALITÀ: termine che indica una persona che si definisce attratta sessualmente, emotivamente e/o sentimentalmente verso una persone del sesso opposto al proprio.   

Esiste u’ eteronormatività /eterosessismo, che presuppone che ogni persona deve essere eterosessuale, che l’eterosessualità sia la norma, o che l’eterosessualità sia superiore ad altri orientamenti sessuali. Concezione che emargina e isola le persone LGBTQIA.  

LESBICA: Donna che si definisce attratta sessualmente, emotivamente e/o sentimentalmente verso persone del suo stesso sesso.   

OMOSESSUALE: attrazione sessuale, emotiva e/o sentimentale verso persone dello stesso sesso.

BISESSUALITÀ: termine che indica una persona che si definisce attratta sessualmente, emotivamente e/o sentimentalmente da persone sia di sesso maschile che femminile.

ASESSUALITÀ: termine che indica una persona che non si sente attratta sessualmente, emotivamente e/o sentimentalmente da alcuna persona.

PANSESSUALITÀ: termine che indica una persona che ha un’attrazione sessuale, emotiva e sentimentale verso altre persone indipendentemente dal loro sesso e dal loro genere (dunque verso donne, uomini, intersessuli, trans)

INTERSESSUALITÀ: “i     disturbi di differenziazione sessuale  (DSD, Disorders/Divergence of Sex Development), detti anche intersessualità, sono sindromi legate allo sviluppo divergente di una delle componenti di ciò che si definisce “il corpo declinato secondo il genere”. All’incirca una persona su 1000 sviluppa un corpo di genere anomalo senza, nella maggior parte dei casi, avere alcuna complicazione in termini di salute fisica. Il  termine DSD comprende svariate sindromi, molto differenti tra loro. Storicamente, l’esperienza delle DSD comporta una medicalizzazione del corpo di genere, per lungo tempo imposta sul paziente senza adeguata informazione.   

Per un approfondimento maggiore si consiglia la lettura di questo articolo.

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#3 Le Viaggiatrici

Louise Colet (1810-1876)

Louise Colet è stata una poeta e scrittrice francese. Ha ricevuto per ben 4 volte il premio di poesia dell’Academie Francaise, evento unico secondo gli annali della stessa Accademia, eppure nessuno e nessuna di noi ne ha mai sentito parlare. Forse la conoscono in Francia? Si lì la conoscono perché ha avuto una relazione sentimentale piuttosto turbolenta con Gustave Flaubert, che pare ne abbia fatto la sua musa ispiratrice per Emma Bovary. Lui, Flaubert, è uno che non vuole farsi coinvolgere troppo, difende la sua indipendenza, le sue abitudini quotidiane, vuole continuare a stare nella sua tranquilla vita di provincia e si concede a lei una volta a quadrimestre. E’ un grande artista e niente e nessuno può permettersi di distrarlo. Lei, che è una poeta appassionata e gli scrive lettere d’amore profumate di muschio, lo vorrebbe sempre per sé e vorrebbe tutto. Quando questa storia, che evidentemente non può funzionare, termina, Colet si dedica a tempo pieno al suo lavoro e all’impegno politico. E’ amica degli esuli italiani rifugiati a Parigi, sostiene gli ideali risorgimentali, parla italiano, ha una corrispondenza con Mazzini e nel 1860 parte per un lungo soggiorno in Italia in compagnia della figlia. Non fa il viaggio del Grand Tour, come era allora di moda, ma parte per conoscere i personaggi che stanno per realizzare il sogno democratico dell’unità. Il suo viaggio diventerà poi un vero e proprio journal de voyage composto da quattro volumi, L’Italie des italiens, titolo che riprende una nota frase di re Vittorio Emanuele II: L’Italia deve essere d’ora in poi l’Italia degl’Italiani. Nel luglio del 1860 Louise Colet, insieme alla figlia, è a Forlì e deve raggiungere Ravenna. Il servizio di diligenza non c’è e deve prendere quella che definisce un’orribile carretta a cui era attaccato un cavallo tisico. Dopo un viaggio faticoso, la carretta non ha ammortizzatori e gran parte del percorso è su selciato a pavè, arriva a Ravenna entrando da Porta Adriana:

Ravenna, quantunque naturalmente malinconica per la sua collocazione in una piana paludosa da cui il mare si è ritirato, mi apparve gaia e vivace; le sue popolane, così giustamente celebrate per la loro bellezza che le distingue tra tutte le italiane, prendevano il fresco davanti alle soglie delle case; i soldati della guarnigione piemontese andavano e venivano, parlando alle ragazze che sorridevano; fanfare militari si facevano sentire da più parti.

Alloggia alla Locanda Spada d’oro, detta Albergo dei Re, che oggi noi conosciamo come Palazzetto dell’ex anagrafe, in via Raul Gardini. Nonostante il nome della locanda, altisonante e ambizioso, l’esperienza non è delle migliori:

La stanza in cui entrammo era immensa; i muri e il soffitto con le travi erano rivestiti di rovere; due grandi letti che troneggiavano parallelamente, un lungo tavolo traballante per la vecchiezza, qualche sedia ricoperta di vecchio cuoio lavorato a sbalzo, componevano tutto l’arredamento. Aveva un aspetto funebre e un odore rancido che respingeva. 

Colet ha voglia di uscire subito a vedere i monumenti bizantini ma è molto provata dal viaggio a balzelli e così rimanda alla mattina successiva. La notte alla Spada d’oro non è riposante. Appena spenta la luce Colet e la figlia vengono visitate da quella che chiamano una numerosa compagnia che brulicava in chiazze nere sull’orlo e sulla coperta ripiegata. “Ecco qua”, dissi, “la nostra scorta reale, ecco qua i nostri cortigiani”.Escono dal legno del letto e dei rivestimenti” ribattè mia figlia, “bisognerebbe bruciare la stanza per disinfestarla!”

Che fare? Cercai invano un campanello per tutta la superficie delle pareti di rovere . “Sarà un episodio per il tuo libro” disse mia figlia: “veglia disperata di due parigine intente a dare la caccia a bestie immonde che non si possono nominare in stile accademico”.

Il giorno successivo fa visita alla principessa Rasponi e al conte Gioacchino che la ricevono con tutti gli onori e le fanno anche recapitare alla Spada d’oro una polverina benefica da bruciare per allontanare gli insetti ospiti della stanza.

Colet visita la chiesa di San Francesco, la tomba di Dante e Palazzo Santa Croce, oggi un palazzo che pare disabitato in via Guaccimanni n. 40. Trova una merceria dove acquista una retina per capelli, entra in confidenza con la proprietaria che la accompagna in camera da letto per mostrarle una Madonna di Luca Longhi di una grazia squisita. Da lì prosegue per Sant’Apollinare che racconta così:

Il mosaico in cui si dipana la processione delle vergini mi stordisce ancor più della notte trascorsa insonne. La luminosità dorata del mattino dona a loro contorni soavi, la purezza del giorno fa risplendere la loro purezza; i chiarori del cielo sembrano irradiarsi dai corpi trasfigurati delle caste elette.

Il 23 luglio, festa del patrono, è in città e partecipa alle cerimonie di Sant’Apollinare.

Un baldacchino dal drappo dorato, contenete le reliquie del santo, era portato da cappellani in pianeta rossa; la croce in argento dorato, gli stendardi dipinti, i ceri accesi formavano una sorta di tabernacolo in movimento intorno al baldacchino; si sarebbe detta una cerimonia medievale. Terminata la sfilata, montammo in vettura per andare a vedere i fuochi d’artificio, davanti al palazzo di Teodorico. Aspettando la notte, percorremmo i lunghi viali della passeggiata pubblica, dove tutte le belle ravennati affluivano quel giorno con i loro eleganti ornamenti.

Infine, prima di lasciare la città, il nipote della principessa Rasponi, Francesco della Torre, accompagna Colet in pineta e ci racconta un pezzo del nostro territorio che noi oggi quasi neanche vediamo più:

Questa immensa foresta, il cui legno serviva alla costruzione delle flotte romane, si estende su una circonferenza di ventisei miglia. Boccaccio ne ha fatto il teatro di una delle più affascinanti novelle. Dryden l’ha cantata, Lord Byron l’ha celebrata in una strofa del Don Juan […] Lo scolo dell’acqua delle paludi vicine fa circolare qua e là, nella pineta, diversi rivi melmosi in cui le povere donne lavano la loro biancheria; ponti vacillanti sono gettati da una riva all’altra. Girovaghiamo per quasi tre ore in mezzo a quei pini centenari, eterni testimoni del succedersi delle generazioni sulla terra […] Il grande cimitero del popolo è situato nella Pianeta: là dormono tutti i morti senza fama; i nobili e i ricchi venivano un tempo inumati nelle chiese. Una vegetazione rigogliosa di piante e  arbusti ricopre la vasta cinta, dominata da un presbiterio e da una chiesa; è il camposanto più solitario e raccolto che io abbia visto; conviene ai morti che non devono più essere importuni e sentire rumore.

Dopo Ravenna Colet si reca a Napoli dove incontra Garibaldi a cui dedica il terzo volume de L’Italie des Italiens e che dipinge come l’artefice della liberazione del Sud e come colui che ha acceso lo spirito patriottico degli italiani. A Napoli, non potendo offrire aiuto in qualità di medico, fa quello che sa fare: scrivere. Raccoglie notizie dei soldati feriti e scrive ai parenti lettere rassicuranti sul loro stato di salute. E’ durante questa esperienza che capisce che le guerre si fanno per la libertà, senza libertà un popolo vive in uno stato di schiavitù, di ingiustizia e di decadenza e chi ne paga maggiormente le conseguenze sono le donne. Nei suoi scritti Colet presenta numerosi ritratti di donne che hanno contribuito alla costruzione dell’Italia, lasciandoci così un testo importante per comprendere le relazioni tra uomini e donne nel Risorgimento. Colet torna poi a Parigi e continua a scrivere in un’epoca in cui non era facile per una donna mantenersi, e mantenere una figlia, con la scrittura. E anche questa è una storia che finisce così, come tante altre, nell’oblio e nella rimozione che però non sarà eterna.

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Cosa succede alla Casa – Settembre 2020

Quante novità alla Casa delle Donne in tempo post-Covid!

Stiamo preparando l’Assemblea delle socie che si terrà

Sabato 26 Settembre alle 14.30 in seconda convocazione alla Cà Rossa (sopra la pizzeria davanti al Mausoleo di Teodorico).

Per discutere sul seguente ordine del giorno:

  • adeguamenti statutari alla Riforma del Terzo Settore D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117;
  • eventuale programmazione dell’Assemblea Elettiva;
  • approvazione del Bilancio 2020.

Abbiamo dato il benvenuto a due nuove tirocinanti:

Sara, 23 anni, studentessa in Cooperazione Inernazionale per i diritti umani e Irene, 27 anni, iscritta alla facoltà di Scienze della Formazione- Educatrice Sociale e Culturale.

Saranno con noi fino a Dicembre, venite alla Casa a conoscerle.

Abbiamo appena concluso il progetto Le Ragazze Stanno bene a Ravenna, nell’agenza Shaping Fair City, e abbiamo abbellito la nostra sala con il prodotto del lavoro di 20 ragazze fra i 20 e i 30 anni, vieni a vedere il risultato!

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Identità di genere: come rendere il femminismo inclusivo

La Casa delle Donne presenta “Identità di genere: come rendere il femminismo inclusivo” 🥳

Giovedí 24 settembre 📅 alle 20.30 🕣 si terrà il primo di una serie di incontri di dialogo e confronto in cui verranno discussi e approfonditi alcuni concetti chiave del femminismo, quali genere, orientamento sessuale e sesso biologico.

Per una partecipazione in presenza presso la Casa delle Donne è necessaria la prenotazione, nel rispetto delle norme anti coronavirus.

Per prenotare basta mandare una mail al nostro indirizzo: casadelledonneravenna@gmail.com 📧

Per coloro che non riusciranno a prenotare c’è la possibilità di seguire ed interagire con noi tramite la piattaforma Zoom! Indicateci per mail se siete interessat* ad assistere da remoto.

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PORNOGRAFIA, SOCIETÁ, EDUCAZIONE

Il decreto giustizia approvato alla Camera il 25 giugno, che prevede svariate misure (es: per il Covid con l’app Immuni, per le intercettazioni e il sistema penitenziario) ne contiene una in particolare che ha attirato la nostra attenzione, ovvero “la norma anti-porno”.

Questa norma, firmata dal senatore della Lega Simone Pillon, inserita come nuovo articolo 7bis e intitolata “sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio”, prevede che i contenuti pornografici e violenti online vengano bloccati in automatico da tutti i dispositivi tecnologici dotati di collegamento internet su territorio italiano. Funziona come un filtro parental control, a carico di tutti i gestori di telefonia, per chiunque a prescindere dal fatto che l’intestatario del contratto internet sia minorenne o maggiorenne. Saranno proprio i gestori di telefonia a stabilire quali siano i contenuti appropriati e non per i minorenni. Per disattivare il blocco bisogna inviare una richiesta al gestore del servizio di cui si usufruisce e solo se si è maggiorenni.

Il PD è intervenuto con un ordine del giorno correttivo per chiedere che il blocco venga attivato su richiesta e non in automatico.

Questa norma apre la strada a molte domande e critiche.

Per esempio come può un gestore di telecomunicazioni stabilire cosa è appropriato e cosa no?

Questa norma è veramente mossa da così “buone intenzioni”, o è moralista e oscurantista?

Pensiamoci: è veramente funzionale un approccio che censuri e nasconda l’esistenza del porno? O sarebbe meglio attivare corsi di educazione sessuale e affettiva che potrebbe dare gli strumenti giusti per guardare o evitare i porno? La pornografia è veramente così negativa (ne esistono di vari tipi), o potrebbe essere pedagogica?

Se vi va di ragionare assieme a noi, seguiteci nei prossimi episodi dove cercheremo di dare risposta a questa domande.