venerdì 7 aprile ore 18

Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi. Uno sguardo di genere.

Incontro con PATRIZIA PULGA

La ricerca di Patrizia Pulga, frutto di più di vent’anni di lavoro, ripercorre, dal punto di vista di una fotografa, la storia della fotografia dalla sua nascita ad oggi, alla riscoperta di antiche fotografe – la maggior parte ignorate dalla storiografia ufficiale – e per portare alla luce profili professionali di colleghe del recente passato e del presente, attive nei quattro continenti. Il volume presenta infatti oltre duemilatrecento profili di fotografe di tutto il mondo, suddivisi per provenienza geografica e
inseriti all’interno dei movimenti culturali e delle correnti che hanno percorso la storia
degli ultimi due secoli: è quindi la fonte più completa per quanto riguarda la fotografia “al
femminile”. Una storia mai raccontata di determinazione e creatività. Condividi
La presentazione sarà corredata da uno slide show.

Nata a Bologna, laureata in Scienze Politiche, Patrizia Pulga dal 1979 è fotografa e docente di
fotografia.

sabato 1 aprile ore 9,30

Pensarci in modo nuovo. Inquietudini e misticopolitica Incontro con ANTONIETTA POTENTE

Il desiderio di conoscere il pensiero di Antonietta Potente ha portato un gruppo di donne della Casa delle donne a incontrarsi più volte per leggere alcuni suoi testi e per riflettere insieme. Il dialogo con la teologa consentirà di ripercorrere e approfondire la sua ricerca. L’incontro si svolgerà dalle 9,30 alle 12. Dopo una breve pausa per mangiare qualcosa insieme l’incontro proseguirà fino alle 14.

Antonietta Potente è una teologa della Congregazione delle Suore Domenicane che ha vissuto per 20 anni in Bolivia. Ha insegnato teologia alle università di Roma, Firenze, Cochabamba. La sua esperienza, i suoi testi, le sue parole offrono una lettura della mistica e della politica che scava nel profondo delle nostre vite di donne con uno sguardo laico che ci invita a “osare, a essere, a pensare, a sentire con i nostri corpi, a sfiorare il mistero” in una circolarità solidale, liberi da schemi e modelli culturali patriarcali.

 

Giovedì 30 marzo ore 18

Allora io vado – romanzo –

Incontro con LAURA GAMBI

Trentuno ottobre, dopo una lettura di tarocchi, all’ombra di una candela fluttuante, le vite e le voci di Isa e Romina si intrecciano.

Laura Gambi è una scrittrice e drammaturga ravennate. Ha pubblicato romanzi, testi teatrali e ricerche sulle migrazioni sia italiana che straniera. Si occupa anche di progetti di promozione culturale.

Allora io vado è il suo ultimo romanzo.

 

 

ASSEMBLEA CITTADINA UNA DI MENO

ASSEMBLEA CITTADINA NON UNA DI MENO

MERCOLEDI’ 1 MARZO ore 20,30

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Dopo la grande manifestazione nazionale Nonunadimeno del 26 novembre a Roma, per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne, e dopo la partecipata discussione del 27 novembre, del 4 e 5 febbraio a Bologna per la scrittura del piano nazionale femminista contro la violenza, l’assemblea cittadina Non una di meno Ravenna si sta organizzando per lo sciopero globale delle donne dell’otto marzo prossimo contro la violenza sulle donne. 

L’assemblea cittadina Nonunadimeno Ravenna invita tutte e tutti a partecipare.

Giovedì 9 febbraio ore 17,00

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E UMANITARIA
INCONTRO CON DANIELA MINGOZZI

Il gruppo cittadine del mondo organizza l’incontro in cui si parlerà di:
diritto d’ asilo secondo la nostra Costituzione e la Convenzione di Ginevra; esame delle domande in Commissione territoriale e in Tribunale; interpretazioni della procedura e analisi di alcuni casi di alcuni paesi.

L’incontro è aperto a tutte le interessate

Martedì 7 febbraio

ASSEMBLEA DELLE SOCIE

unknownIn tante abbiamo partecipato sabato e domenica all’assemblea nazionale di Bologna del 4 e 5 febbraio per portare avanti il piano femminista antiviolenza e lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo.
La nostra assemblea delle socie sarà un momento di restituzione a chi non ha potuto partecipare all’assemblea di Bologna e soprattutto un momento per ragionare e organizzare lo sciopero globale delle donne dll’8 marzo.

Lunedì 6 febbraio Gruppo di lettura

Il Gruppo di lettura si incontra per confrontarsi su Americanah di Chiamanda Adichie Ngozi.

Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l’autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con pungente leggerezza i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l’affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c’è qualcosa che Ifemelu non riesce a dimenticare. In fondo al cassetto della memoria conserva ancora il ricordo di Obinze, il ragazzo voluto fin dal primo istante e poi lasciato senza una spiegazione, con un taglio netto frutto della vergogna. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.chimamanda-ngozi-adichie-americanah_zpse97ed766

27 GENNAIO IO NON MI CHIAMO MIRIAM

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27 gennaio 2017 ore 20,30

Lettura a più voci di Io non mi chiamo Miriam

In occasione del giorno della memoria

«Io non mi chiamo Miriam», dice di colpo un’elegante signora svedese il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, di fronte al bracciale con il nome inciso che le regala la famiglia. Quella che le sfugge è una verità tenuta nascosta per settant’anni, ma che ora sente il bisogno e il dovere di confessare alla sua giovane nipote: la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea, infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück. Così Malika diventò Miriam, e per paura di essere esclusa, abbandonata a se stessa, o per un disperato desiderio di appartenenza continuò sempre a mentire, anche quando fu accolta calorosamente nella Svezia del dopoguerra, dove i rom, malgrado tutto, erano ancora perseguitati. Dando voce e corpo a una donna non ebrea che ha vissuto sulla propria pelle l’Olocausto, Majgull Axelsson affronta con rara delicatezza e profonda empatia uno dei capitoli più dolorosi della storia d’Europa e il destino poco noto del fiero popolo rom, che osò ribellarsi con ogni mezzo alle SS di Auschwitz. Io non mi chiamo Miriam parla ai nostri giorni di crescente sospetto verso l’«altro» interrogandosi sull’identità – etnica, culturale, ma soprattutto personale – e riuscendo a trasmettere la paura e la forza di una persona sola al mondo, costretta nel lager come per il resto della vita a tacere, fingere e stare all’erta, a soppesare ogni sguardo senza mai potersi fidare di nessuno, a soffocare i ricordi, i rimorsi, il dolore per gli affetti perduti: «Non si può dire tutto! Non se si è della razza sbagliata e si ha vissuto sulla propria pelle l’intero secolo.»

DONNE PALESTINESI RACCONTANO

Mercoledì 25 gennaio ore 20,30

Cinema Gulliver Alfonsine Piazza delle Resistenza

5 film, 5 storie di lotta e di vita, uno sguardo inedito sulla generazione di donne palestinesi che ha vissuto la diaspora. I ricordi,l’attivismo politico e l’impegno sociale, le tradizioni, i canti, i profumi, la lotta e la resistenza. Il recupero della memoria più preziosa attraverso il lavoro di giovani registe esordienti che testimonia il legame tra due generazioni di donne e l’appartenenza ad una sola terra.

Saranno presenti la cineasta palestinese Sahera Dirbas e Luisa Morgantini

 

Sahara Dirbas, nata ad Haifa nel 1954, residente a Gerusalemme, è autrice, tra gli altri, di “La sposa d Gerusalemme” e di “138 pound in my pocket”.

Luisa Morgantini, nata a Villadossola, nel 1940, è tra le fondatrici del movimento delle Donne in Nero, è stata eletta parlamentare europea nel 1990 e riconfermata nel 2014 come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista. E’ stata vicepresidente del Parlamento Europeo ed è presidente dell’Associazione AssopacePalestina. Ha ricevuto numerosi premi per il suo impegno per la pace.

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