Lei (per Lui)

Ancora una volta il tema delle relazioni tra donne e uomini domina le pagine dei giornali, dei telegiornali, dei social e delle vite quotidiane.

Presentazione di Sanremo, evento principale dell’anno per la TV di Stato:
Amadeus, il presentatore, farà il galletto in mezzo a 10 donne, tutte, sa va sans dire, bellissime e che lui apprezza “per la capacità di stare vicino ad un grande uomo ma stando un passo indietro”.
Programma guardato da milioni di donne e ragazze che avranno come compito per il loro futuro stare dietro ad un uomo, stare a guardare le cose importanti svolte da un uomo, essere costantemente sminuite da quello stesso uomo.
Guardate il video di FREEDA che ci pare la migliore postura da assumere davanti a parole cosi sconcertanti e imbarazzanti.

E purtroppo la violenza sulle donne non si esaurisce in questa frase infelice ma prosegue nelle parole di tante canzoni che al Festival di Sanremo vengono proposte, pertanto stiamo sempre attente e soprattutto non stiamo mai zitte perché tutto questo non è normale che accada nel nostro e in nessun paese.

Noi facciamo la nostra parte: riempiamo la Casa di donne che sono venute ad ascoltare Sandra Petrignani, all’interno del Piccolo Festival Le Scrittrici Abitano Qui che ha scritto un libro Lessico Femminile, che spiega quali sono le peculiarità femminili nella letteratura, senza ghettizzarle, ma guardando tutte le grandi con occhi affettuosi e trovandone tratti comuni.

Di seguito le foto della serata che si è svolta il 16 Gennaio scorso in Via Maggiore 120.

Sandra Petrignani presenta Lessico femminile

Secondo appuntamento del piccolo festival Le scrittrici abitano qui. Sandra Petrignani presenta il suo ultimo libro “Lessico Femminile”.

Alla ricerca di un senso della vita indagato da una prospettiva femminile, Sandra Petrignani compie un viaggio fra le parole di scrittrici e filosofe: Virginia Woolf, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Marguerite Duras e moltissime altre.

Ieri, Sit in davanti alla Casa Circondariale di Ravenna

Eravamo molte ieri, 20 Dicembre 2019, al sit in davanti alla Casa Circondariale di Via Port’Aurea a Ravenna, dove ogni venerdì si protesta per ribadire che la presenza di Matteo Cagnoni nel carcere della città di Ravenna è in imbarazzante contrasto con le disposizioni vigenti prescritte e previste per la gestione dei detenuti.

Ieri avevamo, purtroppo, un motivo in più per presenziare: abbiamo ricordato Elisa Bravi, ennesima vittima di femminicidio nel territorio Ravennate.

Femminicidio a Glorie di Bagnacavallo

Riccardo Pondi ha ucciso questa notte la moglie Elisa Bravi, 31 anni, nella loro casa a Glorie di Bagnacavallo.
Ha confessato ed è stato arrestato.
Condividiamo le parole del Centro Antiviolenza Demetra di Lugo “Non risulta che Elisa si fosse rivolta a nessun Centro antiviolenza e i giornali parlano di “momento difficile della coppia”. Un altro femminicidio sarebbe stato commesso da un uomo nel territorio della Bassa Romagna, confermando il dato nazionale di una donna uccisa ogni 72 ore. I quotidiani già titolano che Elisa sia stata assassinata “durante una lite” con una narrazione che non approfondisce e non chiarisce il contesto in cui avviene il femminicidio. Un crimine che viene alimentato da una sottocultura misogina e violenta che resiste duramente e che pone le donne in una posizione di subalternità rispetto agli uomini, oggetti da controllare e di cui poter disporre e da distruggere quando decidono di sottrarsi al dominio maschile.”
I Centri antiviolenza e le Associazioni femminili e femministe “sono sempre a fianco delle donne per sostenerle, accoglierle, ospitarle e accompagnarle nei difficili percorsi di uscita dalla violenza e da anni operano per cambiare la sottocultura che è all’origine del femminicidio. Un cambiamento che deve necessariamente coinvolgere gli uomini per contrastare una sottocultura machista e patriarcale che li legittima a negare i diritti, la libertà e la vita alle donne. Per questo l’impegno politico contro il femminicidio deve restare una priorità a livello politico locale e nazionale.”
Per ricordare Elisa Bravi vi invitiamo a partecipare al sit in che si svolgerà domani, come ogni venerdì, dalle 17,30 alle 18,00 davanti alla Casa Circondariale di Via Port’Aurea a Ravenna.

Linea Rosa
Udi – Unione donne in Italia Ravenna
Casa delle donne di Ravenna
Donne in nero Ravenna
Associazione Dalla parte dei minori Ravenna
FMP – Femminile Maschile Plurale Ravenna

ANCORA PER GIULIA – Tutti i venerdì alle 17.30 Presidio davanti al Carcere di Ravenna

Se l’interpello del 29 novembre 2018 promosso dalle Avvocate delle Associazioni – parti processuali – alle competenti Autorità istituzionali e amministrative;
Se una partecipata fiaccolata cittadina raccolta davanti alla casa circondariale di Ravenna il 12 dicembre 2018;
Se oltre 60.000 firme raccolte a sostegno dell’interpello inoltrato alle Autorità preposte;
Se la conferma in appello, della penale responsabilità di Matteo Cagnoni e della condanna alla pena dell’ergastolo per il femminicidio di Giulia Ballestri;
Se le regole dell’Ordinamento giuridico e le prassi organizzative penitenziarie non valgono -come sembra – per tutta la popolazione carceraria ristretta in via cautelare o definitiva;

NON BASTANO
FAREMO DI PIU’

Ogni venerdì dalle 17,30 alle 18,00 saremo davanti alla Casa Circondariale di Ravenna

Per ribadire che la presenza di Matteo Cagnoni nel carcere della città di Ravenna è in imbarazzante contrasto con le disposizioni vigenti prescritte e previste per la gestione dei detenuti e per i loro trasferimenti.
Per ottenere giustizia contro ogni privilegio e disparità di trattamento delle/dei detenute/i.
Perchè il rispetto da parte delle Istituzioni per Giulia Ballestri e i suoi figli pretende l’applicazione della legge senza alcuna discriminazione.


NE’ PRIVILEGI, NE’ DISPARITA’
PER UNA GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTE E TUTTI

A proposito di Nilde Iotti -Anche le donne di Ravenna si “espongono” contro il quotidiano Libero

Il 5 dicembre 2019 sulla prima pagina del quotidiano Libero veniva pubblicato la prima parte di un articolo a firma Giorgio Carbone, dal titolo “Hanno riesumato Nilde Iotti”, in cui si legge: “Nilde Iotti morì giusto vent’anni fa. (…) Era facile amarla perché era una bella emiliana simpatica e prosperosa come solo sanno essere le donne emiliane. Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede ad una donna (…)”.

Sono, queste, frasi offensive sia della memoria dell’Onorevole Nilde Iotti (prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato); sia della reputazione di ogni singola donna che è nata, vive o lavora in quel determinato ambito territoriale che è l’Emilia. E, aggiungiamo, la Romagna.

Non siamo di fronte ad affermazioni generiche rivolte a persone indeterminate e indeterminabili, riproposizione di un luogo comune privo di valenza offensiva sul piano individuale. Bensì all’esternazione di valutazioni denigratorie, sessiste e discriminatorie prive di fondamento, del tutto gratuite e ingiustificate rispetto al contesto espositivo, che si riverberano direttamente e specificamente sulla dignità di ogni donna emiliana e romagnola.

Le Associazioni di Ravenna Liberedonne – Casa delle Donne, Udi, Femminile Maschile Plurale si indignano insieme alle donne emiliane, ma anche agli uomini che si sentono quanto mai lontani da questo sentire espresso così volgarmente.

Per questa ragione, invitano a firmare l’esposto indetto dalle avvocate Cathy La Torre e Rita Nanetti, insieme a Orlando, Centro delle donne di Bologna, da presentare alla magistratura per chiedere se le parole usate sul quotidiano ” Libero” per definire Nilde Iotti e le donne emiliane costituiscano un reato di diffamazione. 

Se anche tu sei una donna di questa Regione e non vuoi essere discriminata e relegata, senza dignità e rispetto, a “compagna di letto”; appiattita e costretta nel ruolo di cuoca e amante esclusivamente in ragione del sesso di appartenenza, senza possibilità di riconoscimento delle tue effettive capacità e conoscenze puoi firmare l’esposto e consegnarlo ad un qualsiasi comando o caserma (polizia, carabinieri, polizia postale, polizia municipale).

Con questa iniziativa sappiamo di rappresentare anche lo sdegno e l’offesa di molti uomini che vogliono far riconoscere il danno morale o identitario in quanto non si riconoscono in questa cultura maschilista

Per scaricare i moduli per gli esposti – personali e associativi – e il testo dell’articolo di Libero del 5 dicembre scorso, consigliamo di accedere al link https://women.it/evento/libere-nonostante-libero/

Vado a Roma Perchè #23N

Casa delle donne, CGIL e Non una di meno Ravenna organizzano un pullman – Fuxiabus- per andare a Roma, partenza da Piazzale Natalina Vacchi alle 7.30.

Sabato 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza maschile che segna le vite delle donne e diventa sistema.

In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica.

In Italia ogni 72 ore una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come: “gigante buono” o “se l’è cercata” o vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia.

Noi sappiamo invece che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma spesso trovano ulteriore violenza nei tribunali.

Se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

La nuova norma del Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica. Va invece riconosciuto e garantito il lavoro dei centri antiviolenza femministi. Sappiamo che la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza è l’indipendenza economica per essere libere di scegliere. Vogliamo essere liber* dalla precarietà, dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto o del permesso di soggiorno.

Vediamo che la guerra contro le persone migranti ha raggiunto intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo essere libere di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo.

Reclamiamo una politica che garantisca l’accesso al welfare per tutt* e non il taglio anno dopo anno alle spese sociali mentre aumenta la spesa militare.

Per tutto questo il 23 Novembre saremo a Roma, porteremo in piazza i nostri corpi, le nostre relazioni e le nostre idee di futuro.

Chiediamo di confermare il posto (o il tuo biglietto sospeso) entro il 19 novembre scrivendo a casadelledonneravenna@gmail.com.

Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

Andiamo a Roma il 23 Novembre

In occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza!

E da Ravenna stiamo organizzando un Pullman in collaborazione con la CGIL Ravenna, per andare tutte insieme!
Per informazioni contattaci!
Segui l’evento Facebook a questo link.

Vuoi far parte attiva nel NUOVO GRUPPO NON UNA DI MENO che si sta costituendo alla Casa? Scrivici a: nonunadimenoravenna@gmail.com

CON LE DONNE CURDE

Noi della Casa delle donne di Ravenna siamo con le donne curde a sostegno della loro lotta per fermare l’aggressione turca nel Nord-Est della Siria.

Per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà 

– organizziamo un sit-in MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE ore 17,30-18,30 in Piazza del popolo a Ravenna                                   

–  aderiamo e partecipiamo al corteo di VENERDI’ 18 OTTOBRE ore 18,30 promosso da CGIL, CISL, UIL, ARCI, ANPI, Legambiente.

Mercoledì 9 ottobre 2019 è iniziata l’offensiva dell’esercito turco nella regione del Nord-Est della Siria, abitata principalmente dal popolo curdo, ritenuto da Ankara “terrorista”. Un’operazione militare denominata paradossalmente “fonte di pace”.                                                                          

Ci sono già villaggi ridotti in macerie, vittime civili, ospedali al collasso e quasi duecentomila profughi in fuga. Nel caos lo Stato islamico, già sconfitto dalle donne e dagli uomini della resistenza curda, ora rialza la testa.

L’ attacco di Erdogan in realtà mira a colpire il modello di confederalismo democratico che da sette anni ha preso piede in questi territori.  Un’esperienza di democrazia dal basso, basata sulla liberazione delle donne, sulla convivenza pacifica fra i popoli e sull’ecologia, un modello di democrazia che dovrebbe essere di esempio per l’intero pianeta.

Qui si stava costruendo una società diversa, libera dall’oppressione patriarcale e capitalista, dove le donne sono protagoniste e pilastro della rivoluzione. Tutto questo in una parte del mondo martoriata da guerre, terrorismo e instabilità.

Sono più di 40 anni che il popolo curdo si difende, e continuerà a difendersi. Qui le donne lottano per non essere vendute come merce ai miliziani dell’ISIS e per costruire una società libera per tutte e tutti, democratica e pacifica.

In Italia, in Europa e nel mondo si moltiplicano le mobilitazioni per fermare la guerra. Chiediamo che il Governo italiano decida lo stop immediato delle forniture militari alla Turchia come hanno fatto in questi giorni Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi, Germania.

Noi della Casa delle Donne di Ravenna ci uniamo alle tante organizzazioni in solidarietà e sostegno alle sorelle curde che hanno lottato in prima linea per difendersi dallo stato islamico  e continuano ora la lotta contro l’aggressione militare turca.

A loro e al popolo curdo tutta la nostra vicinanza, sostegno e solidarietà.